La F1 ha perso uno dei suoi campioni più leggendari

Niki Lauda ha lasciato ufficialmente i suoi fan lunedì 20 maggio, in una clinica svizzera. Aveva 70 anni e, dal giorno del tragico incidente l’1 agosto 1976, quando la sua Ferrari prese fuoco durante una gara, aveva continuato instancabilmente a lottare per la vita e per la sua grande passione, la F1. Sono statai i familiari a comunicare l’accaduto:” Con profondo dolore annunciamo la scomparsa del nostro amato Niki. I suoi successi unici come sportivo e imprenditore sono e rimarranno indimenticabili”.

Niki era nato a Vienna il 22 febbraio 1945. E’ stato campione del mondo di F1 nel 1975 e nel 1977 con la Ferrari e poi nel 1984 con McLaren. Ha fondato e diretto due compagnie aree e dal 2012 era presidente esecutivo della scuderia tedesca Mercedes Amg F1. Era soprannominato “il computer” per la sua meticolosità e la sua capacità di individuare anche il più piccolo problema alla vettura che guidava.

Il drammatico incidente che lo colpì sul circuito di Nurburgring è rimasto un episodio indelebile: la sua Ferrari prese fuoco. Niki si salvò soltanto grazie all’intervento di alcuni colleghi che scesero dalle loro vetture, interrompendo la gara per salvarlo. Il suo volto e il suo corpo sarebbero rimasti segnati per sempre ma Niki poco dopo decise di tornare in pista, “tanto l’auto non si guida con la faccia”, amava ripetere. Nel corso della sua carriera ha corso 171 Gran Premi di F1, vincendone 25 e segnando 24 pole position ugualmente veloci.

Una profonda rivalità ma anche leale amicia amicizia fra il pilota inglese James Hunt e Niki Lauda, è passata alla storia, tanto che il regista Ron Howard ha deciso di celebrarla in un film,”Rush”, uscito nel 2013. Più volte Howard aveva osservato come entrambi i campioni fossero persone molto diverse ma unite dalla corsa folle per raggiungere il più alto livello possibile. E noi, amiamo ricordare così l’indiscusso campione di F1 Niki Lauda.